Le grandi questioni della filosofia

 

 

Meli  Antonio, Le grandi questioni della filosofia, Akea, Ravenna 2010, 20x13 cm, 200 p., ISBN 978-88-96553-01-5, € 15,00.

 

Nell’orizzonte vasto e variegato dell’essere, quanta meraviglia nasce nel cuore dell’uomo «scrutatore penetrante», unica ‘forma d’essere’ capace di stupirsi e interrogarsi dinanzi al mondo che è fuori da sé e al mondo che è in se stesso. Questa capacità innata, propria di ogni uomo, di porsi il «perché» delle cose e sulle cose, di indagare, di investigare, di ricercare la veritas in rebus e la veritas rerum, questa attività - squisitamente umana - chiamiamo ‘filosofia’. Già Aristotele apriva i suoi libri della metafisica con un asserto divenuto poi celeberrimo: «tutti gli uomini per natura sono filosofi». Il testo che presentiamo, con l’intento di un invito alla lettura e alla riflessione personale, è offerto al lettore come un’occasione propizia per ragionare sulle grandi questioni proprie della filosofia. L’Autore, Antonio Meli, salesiano, professore ordinario di Scienze della Comunicazione presso l’Istituto Teologico “San Tommaso” di Messina, muovendo dalla questione fondamentale ‘che cos’è la filosofia’, affronta questioni quali la verità, la ragion d’essere delle cose, l’evoluzione del cosmo, della vita, dell’uomo, l’etica e la politica, per interrogarsi, infine, su quello che possiamo sperare. Il testo si compone di cinque capitoli: il problema della verità (cap. 1), il problema dell’essere (cap. 2), il problema dell’evoluzione (cap.  3), il problema etico (cap. 4), il problema politico (cap. 5). Chiarita l’identità della filosofia, propriamente parlando il suo statuto epistemologico, il primo capitolo affronta da un punto di vista eminentemente gnoseologico il problema della verità. Rintracciate a grandi  linee le articolazioni relative alla conoscenza umana più importanti nello sviluppo storico del pensiero occidentale, l’Autore si sofferma a considerare la verità quale proprietà degli asserti, presentando i criteri che consentono di riconoscerne la portata aletica: il criterio della corrispondenza, della coerenza logica, dell’evidenza e i criteri trascendentale e pragmatico. Lo stretto legame tra la mente umana e il mondo reale, noto come teoria realista, è presentato nella sua dimensione epistemica, semantica, semiotica, intenzionale. Completano il primo capitolo alcune delle teorie di autori contemporanei in merito al problema del significato. Il secondo capitolo ripresenta, con una prosa lineare e sintetica, il tradizionalissimo problema che già Leibniz si poneva quotidianamente: perché c’è l’essere e non piuttosto il nulla? Unica la domanda, ma come sempre diverse le risposte: il modello immanentistico e il modello trascendentistico. Il terzo capitolo mette a fuoco il problema evoluzionistico: il cosmo, la vita e l’uomo. Con riferimento all’interesse proprio delle scienze naturali ed evidenziando l’impossibilità a credere che l’uomo sia solo frutto dell’evoluzione, l’Autore perviene ad una conclusione, chiaramente «aperta», dell’esistenza di una natura ambigua. I capitoli quarto e quinto affrontano questioni più pratiche: rispettivamente, etica e politica. In particolare il capitolo quarto ripresentando il modello etico aristotelico, poi recepito dalla tradizione tomista, è la felicità ad essere rintracciata come al centro dell’agire umano, tra virtù e norme. L’ultimo capitolo, dopo un’analisi del problema politico in generale, offre spunti di riflessione alla ricerca della forma politica migliore. Per la chiarezza concettuale ed espositiva il testo è rivolto in particolare ai cultori della filosofia, docenti e studenti di ogni ordine e grado, ma anche a quanti si interrogano sulle grandi questioni della vita. Fedele al titolo scelto per questo testo ‘le grandi questioni della filosofia’, la conclusione è offerta come ulteriore questione, come domanda aperta: «che cosa possiamo sperare?». Con le parole dell’Autore: «è ragionevole credere che se è vero che Dio dal nulla ha creato per puro amore tutte le cose, Egli possa altresì creare, sempre per puro amore, un nuovo ordine (metastorico) in cui finalmente si possano perfettamente e compiutamente realizzare le più profende aspirazioni del cuore umano (quali la giustizia, la libertà, la pace, la felicità, la vita senza fine)».

Vincenzo M. Majuri

 

Follow me